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Nocera Terinese (CZ)
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 Lettera Presidente su Sismi.CA

L’intervento in un punto ha richiamato anche (e giustamente) un altro rischio importante per la nostra regione ossia rischio sismico. Questo insieme ad un altro passaggio fondamentale, però, non è stato riportato da nessuno dei siti web e/o quotidiani on line. In particolare mi riferisco alla giusta lamentela espressa di “tempistica inadeguata” per le realizzazione delle opere, e come ha espresso Lei, giustamente e direi correttamente, dal momento in cui l’opera è pensala a quando si iniziano i lavori ci vogliono minimo tre anni. Egregio presidente concordo perfettamente e condivido in toto la sua lamentela.

Però illustrissimo Presidente forse nessuno l’ha informata che in Calabria di quei tre anni almeno 3 o 4 mesi (per essere ottimisti) sono occupati dal passaggio detto “autorizzazione sismica” che la Regione Calabria ha voluto complicare all’inizio dell’anno e che oggi è alla ribalta (di giornali e lettere) nel nome del nuovo strumento detto Sismi.ca.  

Nel discorso è sfuggito ai più che la Regione Calabria contribuisce più delle altre, a quei 3 anni di attesa e se vogliamo accorciare i tempi penso che prima di tutto si debba guardare in casa propria.

Il problema è, carissimo Presidente, che la burocrazia imposta dalla Regione Calabria non colpisce solo le opere pubbliche ma soprattutto le opere private (spesso collegate a tempistiche precise, vedi ordinanze per incentivi al miglioramento o adeguamento del nostro parco abitativo) e ciò, forse, per il singolo cittadino è anche più grave.

La invito pregiatissimo Presidente ad entrare più nel merito di quello che oggi sta succedendo presso la Regione Calabria sull’adozione del sistema Sismi.ca sia nel perché era proprio necessario (quanto urgente…. e perché spendere soldi pubblici) un “nuovo” sistema invece che una revisione di “usato sicuro”, sia se effettivamente fa risparmiare tempo (di quei tre anni) e denaro, ma soprattutto, se è migliore del precedente Sie-rc nella sua validità scientifica. Tralasciando in questa sede alcuni aspetti mi vorrei soffermare ed invito a riflettere sulla domanda: perché i tempi lunghi e come facciamo a snellire (fattivamente) il tutto?

Illustrissimo presidente un suo stretto collaboratore in una sua risposta, agli ordini professionali, ha affermato “ l’istruttoria (rif. autorizzazione sismica) … non è finalizzata a verificare che il calcolo sia corretto” ma “la regione … deve verificare che il calcolo sia stato effettuato nel rispetto della normativa”. Ora tralasciando il primo pensiero spontaneo il quale induce a desumere che se un calcolo è corretto non può che essere a norma, e magari il suo collaboratore ci darà una più chiara definizione di quanto detto, la vera problematica, sottoposta alla sua attenzione, si collega perfettamente al Suo discorso della tempistica è che tutta la norma regionale nascerebbe da una legge nazionale, ebbene sig. Presidente ciò appare molto dubbioso.

La norma ed il regolamento regionale (solo della nostra regione) ill. Presidente ha, per pensiero di più di un operatore, inteso l’art 94 del 380/01 in modo molto particolare.

Illustrissimo Presidente riporto in fede art 94 sulla quale si baserebbe la legge regionale:

Art. 94 (L) - Autorizzazione per l'inizio dei lavori
1. Fermo restando l'obbligo del titolo abilitativo all’intervento edilizio, nelle località sismiche, ad eccezione di quelle a bassa sismicità all'uopo indicate nei decreti di cui all’articolo 83, non si possono iniziare lavori senza preventiva autorizzazione scritta del competente ufficio tecnico della regione.

2. L'autorizzazione è rilasciata entro sessanta giorni dalla richiesta e viene comunicata al comune, subito dopo il rilascio, per i provvedimenti di sua competenza.

3. Avverso il provvedimento relativo alla domanda di autorizzazione, o nei confronti del mancato rilascio entro il termine di cui al comma 2, è ammesso ricorso al presidente della giunta regionale che decide con provvedimento definitivo.

4. I lavori devono essere diretti da un ingegnere, architetto, geometra o perito edile iscritto nell'albo, nei limiti delle rispettive competenze.

Si voleva capire , insieme a Lei, in quale capoverso dell’ art.94 è riportata la dizione “controllare … e le verifiche vengono condotte in modo automatico attraverso i dati inseriti nel sistema informatico” estratta art 6 legge regionale n°35/09 e smi . Nell’art. 94 si parla solo di autorizzazione cosa che la nostra regione ha interpretato (già dal 2009) in modo un po’ più “ampio”.

Correttamente la nostra Regione, come altre regioni, hanno un sistema di “TRASMISSIONE” telematica , ma si reputa cosa diversa una trasmissione telematica di tutto il processo autorizzativo dal controllo e verifica che impegnano i tecnici a sintetizzare per una procedura adottata solo nella Regione Calabria i dati del proprio calcolo.

Da quanto a mia conoscenza (diretta per Lazio e Lombardia) nelle altre regioni viene richiesto la compilazione di un format che appunto tende a “uniformare i dati” ma non effettua una “verifica dei dati immessi in modo automatico”. Questo a mio modesto parere (e purtroppo non solo mio!) penalizza i tecnici calabresi e tutti i tecnici operanti nella Regione Calabria oltre il dovuto.

La penalizzazione non è solo tempistica ma anche economica. Lei pensa che questo “di più” possa essere fatto a costo zero?

L’aspetto più paradossale di tale vicenda su cui La inviterei a riflettere è una considerazione su come lo strumento dovrebbe snellire e semplificare ma di fatto niente snellimento, niente semplificazione.

Insieme a Lei (se vuole anche nel suo ufficio) volevo provare a capire un paio di concetti.

Ammesso e non concesso che tala procedura Sismi.ca verifica ( in automatico…) in modo sostanziale (e non formale!) la struttura perché al termine del procedimento di invio non ho automaticamente il certificato di deposito/autorizzazione della mia pratica?

Purtroppo a me appare un controsenso proprio per il termine sostanziale. Se la mia struttura in modo automatico è stata verificata “nella sostanza” che serve poi aspettare 60 giorni (se va benissimo!) e più che l’operatore emetta l’autorizzazione? Se la procedura automaticamente fa già la verifica l’atto scritto dovrebbe a sua volta essere un dettaglio. Se invece occorrono 60 giorni, e molto spesso integrazioni alla pratica (altro tempo) un motivo ci sarà, o forse la procedura non fa quello che dice.

Perché solo nella regione Calabria si è adottata una procedura di “verifica automatica e sostanziale di dati strutturali” costringendo i tecnici (oltre aggiornamento di software, due volte! Sie-rc e Sismi.ca…) a fare dopo il regolare calcolo “esatto” delle opere progettate un calcolo approssimato solo per “accontentare” il sistema adottato nella Regione Calabria, il quale oggi è diventato molto più oneroso in termini di tempo del precedente Sierc? Dai manuali è chiaro a tutti noi tecnici che la procedura è sostanzialmente una routine che lavora su modelli approssimati e non mi è chiaro come noi tecnici lavoriamo (e paghiamo in euro!) su software sempre più sofisticati per modellare al meglio le strutture più complesse per poi raffrontarci con una “procedura automatica” semplificata, la quale verosimilmente darà approssimazioni tanto più grandi quanto più complessa è l’opera.

Giusto per sua conoscenza sa che spesso si impiegano giorni (non retribuiti!) per elaborare le “giustificazioni” (integrazioni) che noi tecnici dobbiamo fornire al “sistema” che emette le attenzioni (per lui errori!) dedotte sul modello semplificato. In pratica siamo all’assurdo: io tecnico elaboro un modello strutturale semplificato per il “sistema” che emette delle attenzioni, le stesse poi le devo giustificare rispetto al modello “più esatto” , in sintesi io devo sbagliare sapendo di sbagliare e poi giustificare perché ho sbagliato, il tutto nelle mie piene facoltà mentali!

L’altro concetto molto più fine di cui in un convegno (maggio 2016) un operato giuridico ha portato conferme, ma solo per consolidare i nostri dubbi è: se io tecnico per norma sono responsabile del progetto e devo cambiare qualcosa solo perché è il “sistema calabria” che lo impone (impone traduce la sostanza di …basta che me lo approvi!) la responsabilità non deve essere ripartita in caso di “evento critico”? Se ciò è escluso forse c’è qualcosa che non va….

Come vede penso e credo che Lei di quei tre anni potrebbe levare 3 mesi di tempo ed una montagna di burocrazia senza incidere sulla sicurezza sismica cosi avrà più forza a dire agli altri di “accorciare i tempi”